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	<title>ivan, poesia di strada e assalto poetico &#187; Gemme</title>
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	<description>ivan, poesia di strada e assalto poetico</description>
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		<title>Bandiere e rose rosse</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[le bandiere rosse e i cori della libertà
le teste molte di spiriti oltre
pensieri brillanti d’un addio
in lacrime spinte oltre lo sguardo
il sorriso frantumato in respiro
un vestito di rose rosse giovani
la Partigiana morta per la Libertà.
nessuno si conta solo con lei
s’alza il canto e scende la pioggia
avanti o popolo alla riscossa
della storia giusta conquistata vinta
di battaglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>le bandiere rosse e i cori della libertà<br />
le teste molte di spiriti oltre<br />
pensieri brillanti d’un addio<br />
in lacrime spinte oltre lo sguardo<br />
il sorriso frantumato in respiro<br />
un vestito di rose rosse giovani<br />
la Partigiana morta per la Libertà.</p>
<p>nessuno si conta solo con lei<br />
s’alza il canto e scende la pioggia<br />
avanti o popolo alla riscossa<br />
della storia giusta conquistata vinta<br />
di battaglie sangue rosso Comunista</p>
<p>Maso è il gigante uomo<br />
ha il passo fermo<br />
di sua madre dolce<br />
in viso il fascino<br />
di Stalingrado che resiste<br />
te grazie per esser<br />
fiamma viva di lei<br />
mattino d’una notte accesa<br />
dei fischi del vento<br />
del dovere andare avanti<br />
se tramonta la primavera<br />
del sol dell’Avvenir</p>
<p>lacrime splendide portano amore<br />
Milano sotto un pianto di pioggia<br />
si battezza all’umiltà della rivoluzione<br />
l’abbraccio della libertà con la passione<br />
madre e figlio come poesia e parole<br />
in musica d’un canto ch’esplode<br />
triste del fragore d’una vita passata<br />
assordante speranza nel silenzio dei pugni<br />
stretti<br />
alti<br />
verso il cielo di tutti<br />
lassù non c’è trono perfetto<br />
il paradiso per l’anima è ricatto<br />
di cristo martire ieri risorto<br />
vanto d’un dio chino penitente<br />
Anna Partigiana oggi viva per sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parigi serve Hemingway al banco</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<description><![CDATA[con grembiuli camici bianchi
camerieri ghiaccio cubetti
son sonaglio di gente seduta
a tavoli per bene distinti oltre
una penna bianca avorio avara
ch’attende alla banchina
delle boccate del suo sigaro.
america burla dei tuoi ideali
Hemingway scrive girato
chino sulla sua storia vera
disteso dalle lacrime.
Brancaleone amatore seduci
col tuo sguardo d’attore dannato
una paglia di sbieco stantuffa
la carrozza del tuo fascino
e tu lì a far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con grembiuli camici bianchi<br />
camerieri ghiaccio cubetti<br />
son sonaglio di gente seduta<br />
a tavoli per bene distinti oltre<br />
una penna bianca avorio avara<br />
ch’attende alla banchina<br />
delle boccate del suo sigaro.<br />
america burla dei tuoi ideali<br />
Hemingway scrive girato<br />
chino sulla sua storia vera<br />
disteso dalle lacrime.<br />
Brancaleone amatore seduci<br />
col tuo sguardo d’attore dannato<br />
una paglia di sbieco stantuffa<br />
la carrozza del tuo fascino<br />
e tu lì a far credere a due belle<br />
ch’ora sei notte buia<br />
e lo per te le stelle.<br />
io vivo d’un amore infinito<br />
trino primo e indivisibile<br />
cuocio a fuoco lento<br />
le passioni croccanti<br />
delle cialde dei desideri<br />
sapore amore per tutti<br />
tra’l fumo brillante di sguardi<br />
Parigi m’illumina poesia.<br />
la voce del piano sa di canto<br />
d’incanto del nobile del velluto<br />
della regalità dei mantelli dei popoli<br />
dell’arcobaleno che come zampilli<br />
son botti d’artificio dipinti musica<br />
come la voce ferma d’un uomo<br />
elegante si specchia dalla punta<br />
dei piè noir alla piazza del cilindro<br />
inarrestabile forza a cascata<br />
in pozze lucide di note spruzzate<br />
mosaico vacuo d’un allegro libero<br />
ch’a’l sapore sottile<br />
del dondolarsi delle dita e per moglie<br />
la melodia tinta poesia.<br />
un profumo balla con la mi<br />
bella di notte rincorsa<br />
da un giullare al guinzaglio<br />
d’un pianista stupito<br />
che più non tiene il passo<br />
e spesso si fa trascinare</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salos</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[in questo groviglio di poco per vivere
penso sì di poter stare
affianco accanto
a molti
vicini per passione
nei ritagli scomparsi d’ombra
stretti dalla stessa terra
di pochi
di buono.
il riparo è sapere che nessuno è al riparo
dal sole e dalla pioggia
solo candele
e vento e pizzica
a spegnerle.
non manca nulla a chi di nulla ha bisogno
si barattano favori
si cucina il sapore dell’arrangiarsi
in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in questo groviglio di poco per vivere<br />
penso sì di poter stare<br />
affianco accanto<br />
a molti<br />
vicini per passione<br />
nei ritagli scomparsi d’ombra<br />
stretti dalla stessa terra<br />
di pochi<br />
di buono.<br />
il riparo è sapere che nessuno è al riparo<br />
dal sole e dalla pioggia<br />
solo candele<br />
e vento e pizzica<br />
a spegnerle.<br />
non manca nulla a chi di nulla ha bisogno<br />
si barattano favori<br />
si cucina il sapore dell’arrangiarsi<br />
in un bosco di favole<br />
sulla riva d’un mare di storie.<br />
brucia Salento brucia<br />
sfrega la sabbia e’l sole<br />
per incendiare il reggae e alzare le mani in cielo<br />
seguendo l’onde delle canzoni<br />
d’amore profumato di sale<br />
bollori di gioia e dolore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Io e l’ometto tutto solo. Poesia forzata liberamente espressa</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[io e l’ometto tutto solo nell’igiene asettico
del metrò svogliato dal m’istinto
spino bocciolo di rosa
dolce valanga passione
giovane sguardo tenebra
mia senza freno esplode
poesia bollore
poeta ginestra
più fastidioso del fracasso
questo scarabocchio
piroetta il moccioso
nano di speranze
inchiodato al suo picco d’acrobata
io e l’ometto solo
con la fata del peccato
fuoco mio da perderne la testa
in questo addio spezzato
in fermate a singhiozzi
fanciullo mi rigiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io e l’ometto tutto solo nell’igiene asettico<br />
del metrò svogliato dal m’istinto</p>
<p>spino bocciolo di rosa<br />
dolce valanga passione<br />
giovane sguardo tenebra<br />
mia senza freno esplode<br />
poesia bollore<br />
poeta ginestra<br />
più fastidioso del fracasso<br />
questo scarabocchio<br />
piroetta il moccioso<br />
nano di speranze<br />
inchiodato al suo picco d’acrobata<br />
io e l’ometto solo<br />
con la fata del peccato<br />
fuoco mio da perderne la testa<br />
in questo addio spezzato<br />
in fermate a singhiozzi<br />
fanciullo mi rigiro tra le lenzuola<br />
se nei mondi che passano<br />
brilla in me un ricciolo sul sorriso<br />
uno scampanellio<br />
è l’addio d’una farfalla<br />
e l’ometto resta solo<br />
per accompagnarmi per sempre</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’intarsio delle ripe del naviglio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[crolla l’alzaia con le sue corti.
è gia sfitto l’artigiano
col gradasso di latta d’Oz come aiutante
lasciato alla ferocia della polvere
ai miei palmi premuti la vetrina
nel riflesso d’uno sguardo che si guarda.
cortili come abbracci
ringhiere vive del respiro ruggente
della propria portiera
sasso di fiume nel naufragio
d’una sponda rifugiata
dentro le vite oltre le porte.
il fascino tigrato del passare il tempo
il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>crolla l’alzaia con le sue corti.<br />
è gia sfitto l’artigiano<br />
col gradasso di latta d’Oz come aiutante<br />
lasciato alla ferocia della polvere<br />
ai miei palmi premuti la vetrina<br />
nel riflesso d’uno sguardo che si guarda.<br />
cortili come abbracci<br />
ringhiere vive del respiro ruggente<br />
della propria portiera<br />
sasso di fiume nel naufragio<br />
d’una sponda rifugiata<br />
dentro le vite oltre le porte.<br />
il fascino tigrato del passare il tempo<br />
il profumo di ieri<br />
il rilucere opaco nello stupore dei nonni<br />
fronde a fette di vita moderna in pastiglie.<br />
polvere sui ricordi e vivere sparso<br />
in una messa di pochi denti<br />
chini penitenti anziani<br />
d’una chiesa nascosta al sole<br />
che s’alza poco splendore<br />
nelle candele soffioni di scintille<br />
nelle lacrime tremule di passione<br />
e occhi lucidi per l’incenso.<br />
scappa l’asfalto strisciando<br />
tra tre donne le finestre,<br />
il cielo cupo<br />
sazio di noia<br />
tra le persiane spettinate<br />
dal latrato scomposto del traffico.<br />
cuochi come spruzzi di risa a soffietti<br />
cappelli a magnifico scempio della memoria<br />
cuochi a picchiare senza sasso i grembiuli<br />
sulla roccia del lavatoio nel vicolo.</p>
<p>naviglio realtà spettacolo</p>
<p>risacca appena lo stridere le corde<br />
dei barconi strizzate la corrente,<br />
qualche perla ancor mostra<br />
tanta troppa città malata.<br />
ciottoli di fiume come coriandoli a novembre<br />
gettati nel vento e nella pioggia<br />
in pozzanghere di quadri d’aceto<br />
di penombre bruciate dalla solitudine.<br />
il mi spiritare arriccia<br />
il naviglio stregato<br />
fermento lamento des artistes,<br />
tele pitturate denaro<br />
mentre l’arte riposa<br />
chiusa con un catenaccio<br />
a guardia d’un portone bruno di ruggine<br />
e alla vespa gialla del barone di Munchausen.</p>
<p>sorridere senza aver nulla da ridere<br />
è Milano che piange</p>
<p>nicchie di scale sospese<br />
dedalo dado a sorpresa<br />
in gradini che salgo dal naviglio<br />
fino al vapore nero ottocento<br />
delle stufe abbracciate ai grembiuli<br />
lavati a colpi di sapone<br />
sul ciglio della ripa.<br />
se da fuori s’odono<br />
sol chiacchiere schiocche scocciate<br />
qui sibila la lingua del biscione<br />
striscia lisca d’acqua densa<br />
d’un naviglio mai stato fiume<br />
ch’ora non sogna più il mare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Taormina di corsa d’estate</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/taormina-di-corsa-d%e2%80%99estate/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[una campanella in via dei Manzoni
odora di piano in folle corsa
note scivolate tra lo snocciolarsi di lampi alla luce del giorno,
un pittore che spinge le sue opere in fondo al mare
tra i ricci delle belle
l’insistere del ridere è Taormina d’estate
il racchiudere tra un abbraccio un bacio è Taormina la notte
otre le stelle
spicchi di mare aspri
soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una campanella in via dei Manzoni<br />
odora di piano in folle corsa<br />
note scivolate tra lo snocciolarsi di lampi alla luce del giorno,<br />
un pittore che spinge le sue opere in fondo al mare</p>
<p>tra i ricci delle belle<br />
l’insistere del ridere è Taormina d’estate<br />
il racchiudere tra un abbraccio un bacio è Taormina la notte<br />
otre le stelle</p>
<p>spicchi di mare aspri<br />
soli rossiscono la gioia<br />
di gocce traboccanti sparse<br />
a sorriso nel vento<br />
dolce orizzonte sospeso<br />
dal trono d’onde e la corona tramonto oro</p>
<p>c’è una sedia in più sulla spiaggia, Taormina riposa<br />
un sospiro ti lacrima lo sguardo</p>
<p>medaglie argento sporco<br />
frutti dolci caramello lucidi<br />
ricco corso di mare.</p>
<p>la storia raccontata dai pupi<br />
fila come sogni di notte<br />
incanto desto del saperli sogno<br />
svegli prima o poi<br />
con gl’occhi vispi a infranger<br />
spruzzi alla sorgente della cascata</p>
<p>scesa Morone<br />
si fa meraviglia gettata scalini ripidi<br />
sparpagliati accanto a cento lune<br />
appese come sorrisi.<br />
me palmo e penna<br />
terra vergine per una poesia<br />
d’un seme sventrato di passi<br />
accovacciato tra l’onde sbeccate</p>
<p>una donna in carrozza<br />
taglia a testa riversa la folla a fette<br />
fulmineo argento vivo<br />
madre di Mangiafuoco bambino<br />
prurito ricciolo tremulo<br />
com’un sacco di gioia comodo</p>
<p>Taormina spazzola saette luccicanti<br />
nodi arricciati d’ulivo<br />
prima rido poi scrivo<br />
su d’una vernice fresca cangiante<br />
come un bisbiglio strofinato all’orecchio</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia per il buon risveglio (ovvero il manifesto sull’imbroglio del sabato mattina)</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-per-il-buon-risveglio-ovvero-il-manifesto-sull%e2%80%99imbroglio-del-sabato-mattina/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[che mi spiace un pochino, m’in fondo non troppo
star ora adesso
in questa mia notte profonda sprofondata di schiamazzi
in questa mattina che stringi domani sonno a vampate
pisolato oltre me stesso a crescere una rosa di legno
in un sogno dove vendo semi al nettare di regina
tessendo pane e speranza per i pellegrini di Saturno.
che un pochino sorrido, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che mi spiace un pochino, m’in fondo non troppo<br />
star ora adesso<br />
in questa mia notte profonda sprofondata di schiamazzi<br />
in questa mattina che stringi domani sonno a vampate<br />
pisolato oltre me stesso a crescere una rosa di legno<br />
in un sogno dove vendo semi al nettare di regina<br />
tessendo pane e speranza per i pellegrini di Saturno.</p>
<p>che un pochino sorrido, ma di certo non sganascio<br />
star di certo qui<br />
in questo mio attimo palpito di buio ferito dai fari<br />
in questa foschia densa come la rugiada che sbuffi con lo sguardo<br />
stritolato morbidamente moribondo dall’abbraccio tenero del letto<br />
al pensiero di me giocoliere che lego gl’attimi a distanza d’una notte<br />
mentre tu t’accendi sole e quindi mattina fresca.</p>
<p>il mattino ha l’oro in bocca<br />
su bene diritti con quella schiena<br />
‘n, due, tre pedalare su<br />
forza signorina che si fa tardi<br />
ma che noi non si farà tardi mai<br />
non se c’importa il cammino e non l’attimo<br />
mostraglielo coi denti Anna incanto<br />
che tu a nanna saresti restata volentieri<br />
ch’è un imbroglio la scuola<br />
al sabato mattina</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia per la notte qualunque</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-per-la-notte-qualunque-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[poesia della notte qualunque
dispersa
nell’unto piovuto fine d’ovunque
nel silenzio sveglio d’una città sparsa
sposa nuda
graffiata.
La finestra di casa è tutto il mondo
spalancato sguardo di tutti i pensieri
sbucciate righe sbocciate
in un inverno opaco.
Incidenti tra penna e spirito
la sera in cocci poesia
spalancata d’urla fonde
ghiacciata dal ridere volgare
d’un ritmo qualsiasi
in una notte qualunque.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>poesia della notte qualunque<br />
dispersa<br />
nell’unto piovuto fine d’ovunque<br />
nel silenzio sveglio d’una città sparsa<br />
sposa nuda<br />
graffiata.<br />
La finestra di casa è tutto il mondo<br />
spalancato sguardo di tutti i pensieri<br />
sbucciate righe sbocciate<br />
in un inverno opaco.<br />
Incidenti tra penna e spirito<br />
la sera in cocci poesia<br />
spalancata d’urla fonde<br />
ghiacciata dal ridere volgare<br />
d’un ritmo qualsiasi<br />
in una notte qualunque.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Noi che si rema contro la notte</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/noi-che-si-rema-contro-la-notte-2/</link>
		<comments>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/noi-che-si-rema-contro-la-notte-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.poesiaviva.it/ivan/?p=1901</guid>
		<description><![CDATA[noi che si rema contro la notte
giovani figli del primo pomeriggio
piantiamo un chicco in questa sincope del giorno
strappandola al ricordo del sogno
alla quiete di due occhi svenuti
all’immobile rigirarsi del sonno
noi che si rema contro la notte
si vede quasi l’alba la sera
il sole tra le stelle
il tram tra le guglie
mentre il buio t’ammicca
con uno sguardo sprofondato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>noi che si rema contro la notte<br />
giovani figli del primo pomeriggio<br />
piantiamo un chicco in questa sincope del giorno<br />
strappandola al ricordo del sogno<br />
alla quiete di due occhi svenuti<br />
all’immobile rigirarsi del sonno</p>
<p>noi che si rema contro la notte<br />
si vede quasi l’alba la sera<br />
il sole tra le stelle<br />
il tram tra le guglie<br />
mentre il buio t’ammicca<br />
con uno sguardo sprofondato di seduzione disperata</p>
<p>noi che si rema contro la notte<br />
si sta la sera a letto a sognare di sognare<br />
non ci si ricorda di tirar su i remi in barca<br />
il mondo ci sfugge al contrario cascandoci addosso<br />
ma la nostra forza è una scintilla che brucia<br />
soffocata dalla luna più testarda<br />
ai piedi delle cascate del cielo</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il poema per la città a sorpresa</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[che sfiorano i semafori le strade
girondolando in giostra
colla mano a spremere i capelli
dal vento
dal rombare del traffico
ha le labbra lucide per la marmellata
Barcellona bambina
sposta i monti e divide l’onde
al guinzaglio del sonaglio della gente
il poema per la città a sorpresa
comincia così
con poesia semplice
che sta nella quiete immobile
dello stupore impastato di sole
nel tocco leggero
d’una foglia che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che sfiorano i semafori le strade<br />
girondolando in giostra<br />
colla mano a spremere i capelli<br />
dal vento<br />
dal rombare del traffico</p>
<p>ha le labbra lucide per la marmellata<br />
Barcellona bambina<br />
sposta i monti e divide l’onde<br />
al guinzaglio del sonaglio della gente</p>
<p>il poema per la città a sorpresa<br />
comincia così<br />
con poesia semplice<br />
che sta nella quiete immobile<br />
dello stupore impastato di sole<br />
nel tocco leggero<br />
d’una foglia che si sbreccia dalla vita</p>
<p>il liquidare di forme colate<br />
e’l sapore delle strette di mano<br />
sono calcati alle conchiglie<br />
cresce il profumare mare<br />
al passo di spingersi ubriachi<br />
verso l’intrepido inquietare dell’esserci<br />
nell’attimo intrecciato alla sensazione<br />
dello sguardo che ti circonda</p>
<p>un uomo coperto di polvere<br />
con la testa grattata fin le idee per la furia dei pensieri<br />
strozza un gallo barcollando<br />
tra gli sputi della solitudine.<br />
un ghigno traverso muto d’assenzio<br />
è un vecchio poeta soffocato<br />
che s’è dimenticato in fiamme<br />
una zolletta di genio in petto<br />
com’in un bicchiere vuoto</p>
<p>ho colto un fiore che mima la rabbia<br />
da vederci riflesso il borgo dal quale l’han soffiato s’un’ape<br />
snaturata dalla noia<br />
come il fascino in una puttana</p>
<p>ecco finalmente me<br />
tra le chiuse del patio del palazzo della fantasia<br />
con i ginocchi sbucciati<br />
a dar calci ai fantasmi del mezzogiorno<br />
col sudare che spreme la fronte<br />
pennellato in una cornice vuota<br />
ch’è arte d’ovunque<br />
appesa ai bordi dell’essere<br />
libera<br />
e senza chiodi nella vita</p>
<p>ho visto vincere il più forte in una guerra tra statue<br />
una donna rossa con lo scialle giallo e il cappello nero<br />
le fisarmoniche orchestrate degli zingari<br />
le sedie che si mangiano le piazze</p>
<p>il poema per la città a sorpresa<br />
finisce così<br />
con poesia disciolta nella vita<br />
in ricordi troppo grandi<br />
per l’infinito rotolare della penna</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La stazione di Grosseto</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[la stazione di Grosseto
un’estate a caso
immaginatela così
tiepida di gente
con una musica
di passi d’ottone
a spasso ai giardini
e i piccioni che passeggiano
sott’ala sobbalzando
come sulle giostre del terremoto
il pazzo della stazione di Grosseto
quest’estate racconta
del suo camel trophy del tredici
che fece per i debiti da pagare
m’alle domande sfugge
trottolando le ciabatte
come pentole che fracassano
quanto m’affascinano i tabelloni
dei treni alla banchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la stazione di Grosseto<br />
un’estate a caso<br />
immaginatela così<br />
tiepida di gente<br />
con una musica<br />
di passi d’ottone<br />
a spasso ai giardini<br />
e i piccioni che passeggiano<br />
sott’ala sobbalzando<br />
come sulle giostre del terremoto</p>
<p>il pazzo della stazione di Grosseto<br />
quest’estate racconta<br />
del suo camel trophy del tredici<br />
che fece per i debiti da pagare<br />
m’alle domande sfugge<br />
trottolando le ciabatte<br />
come pentole che fracassano</p>
<p>quanto m’affascinano i tabelloni<br />
dei treni alla banchina di Grosseto<br />
pare siano palpebre chiuse<br />
in attesa di sorprendere<br />
di scatto il creatore<br />
distratto dalla fantasia<br />
per poter così morire<br />
nel sogno libere dalle catene<br />
dello svegliare viaggi<br />
quest’estate qualsiasi</p>
<p>le traversine di cemento<br />
non si muoveranno mai più<br />
tra le noci di granaglia<br />
della stazione di Grosseto<br />
sono il senso dell’eterno<br />
quotidianamente inchiodato<br />
alla terra per correre<br />
nel contrasto furioso<br />
del fracassare deragliato<br />
del frenare il treno la corsa<br />
nel silenzio d’estate i binari</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia per la statale occupata</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-per-la-statale-occupata/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:17:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[ch’è onda fonda di bolgia
Milano occupata statale
col pizzico dell’assurdo
ch’assorda la sera
stanotte Primavera.
volti che son salti di danza
senza ragione ma speranza
in quest’oggi che conta e sposta
l’orizzonte del destino qualunque
la statale stasera
risuona di giovani forti
come mai lo è stata di nuvole dense
che sbuffano vento
e sentimento a stento
la statale stasera racconta
striscioni strascicati colati scale
e visi lucidi di sguardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ch’è onda fonda di bolgia<br />
Milano occupata statale<br />
col pizzico dell’assurdo<br />
ch’assorda la sera<br />
stanotte Primavera.<br />
volti che son salti di danza<br />
senza ragione ma speranza<br />
in quest’oggi che conta e sposta<br />
l’orizzonte del destino qualunque</p>
<p>la statale stasera<br />
risuona di giovani forti<br />
come mai lo è stata di nuvole dense<br />
che sbuffano vento<br />
e sentimento a stento</p>
<p>la statale stasera racconta<br />
striscioni strascicati colati scale<br />
e visi lucidi di sguardi vigili.<br />
la rivoluzione del pane<br />
alle porte del sapere<br />
è fiotti di gioia<br />
e spuma di sponde<br />
che dalla risacca<br />
esplodono uragano di pezze e vento<br />
col tuono portento<br />
d’un solco cemento<br />
che son semi gettati il domani<br />
d’un futuro fracassato del vibrare<br />
d’istinto le mani o<br />
di rocce libere<br />
che son sassi duri<br />
come pugni chiusi.<br />
come fosse muraglia di respiri<br />
sorge credere e divenire<br />
come spilli e sapore sapere.<br />
avanti così<br />
folli nel gettar monete<br />
al circo degli untori<br />
al braccio dei veleni<br />
che son solo pensieri<br />
morsicati la gente<br />
nelle piazze<br />
per chi le sente</p>
<p>la statale stasera dal basso e d’ovunque bicchieri e sigari<br />
è tempo esploso per sempre<br />
come oggi fosse la prima volta<br />
che’l sole cancellasse la pioggia.<br />
e ho le suole colme di tappi sbocciati<br />
che schiocchiano passo dopo passo<br />
e incalzano la corsa<br />
oltre gli ostacoli del vorticare<br />
occupato d’eccezionale d’ovunque</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia versata sul salto d’un burrone</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-versata-sul-salto-d%e2%80%99un-burrone/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[mi chiedo se sono disperso
per l’ammutinamento
del galeone della normalità
o perché affogato in tempesta
il mio desiderare arriva oltr’il possibile
avanti la soddisfazione
fa mangiar polvere al viver comune
alle vite che nascono e muoiono
e basta
e nient’eterno
oggi l’incredibile
è vedermi in poppa
forse già sulla cresta dell’onda
con il braccio teso
e’l coltello alla gola del capitano
ch’ha il mio volto da ragazzo
e la mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi chiedo se sono disperso<br />
per l’ammutinamento<br />
del galeone della normalità<br />
o perché affogato in tempesta</p>
<p>il mio desiderare arriva oltr’il possibile<br />
avanti la soddisfazione<br />
fa mangiar polvere al viver comune<br />
alle vite che nascono e muoiono<br />
e basta<br />
e nient’eterno</p>
<p>oggi l’incredibile<br />
è vedermi in poppa<br />
forse già sulla cresta dell’onda<br />
con il braccio teso<br />
e’l coltello alla gola del capitano<br />
ch’ha il mio volto da ragazzo<br />
e la mia stessa paura</p>
<p>le stelle’l vento di mare<br />
sol le fiamme della mia rivoluzione<br />
attorno alla follia della disperazione<br />
d’esser solo nessuno<br />
tra troppi qualcuno</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Milano stasera burrasca di neve</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/milano-stasera-burrasca-di-neve/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[milano stasera
la decide la neve
che se ci credi arriva
questa notte meravigliosa
che mi son fatto la città traversa
una parte all’altra scivolandone il cuore
la notte nevicata in sassi di fionde farina
è la più brillante che mai sarà
l’ultima raffica alla fine del mondo
che io unico per sempre mio
strappo al torpore dell’esistere
ribollendo al culmine della scintilla
biglie di cotone fumanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>milano stasera<br />
la decide la neve<br />
che se ci credi arriva<br />
questa notte meravigliosa<br />
che mi son fatto la città traversa<br />
una parte all’altra scivolandone il cuore</p>
<p>la notte nevicata in sassi di fionde farina<br />
è la più brillante che mai sarà<br />
l’ultima raffica alla fine del mondo<br />
che io unico per sempre mio<br />
strappo al torpore dell’esistere<br />
ribollendo al culmine della scintilla</p>
<p>biglie di cotone fumanti rimbombano l’atmosfera<br />
del mondo più splendido della mia vita<br />
nella vita migliore delle vite migliori da vivere<br />
nel tutto gelidamente perfetto<br />
fragrante come un frastuono</p>
<p>i miei compagni sono l’indelebile<br />
della traccia che mi lascio le spalle<br />
come questa neve cadente seminata manciate<br />
soffocano dolcemente<br />
i miei spigoli vivi<br />
e mi crescono ogni sorso migliore</p>
<p>in questo temporale di neve<br />
c’è chiunque che m’applaude per strada<br />
e m’urla d’andare avanti<br />
e io chino al volere del precipitare<br />
cascate di chicchi cristallo<br />
col braccio esploso gl’urlo<br />
che ce la si farà !<br />
che Ramona ha sbandato danzando fin casa<br />
per gettarsi spiro sol sotto il rifugio</p>
<p>ci s’è creduto col vento di traverso<br />
e lo s’è piegato al nostro soffiare<br />
ch’è poi poesia sull’orlo della fine mondo<br />
stanotte fonda di neve d’ovunque<br />
per l’incredibile irripetibile distratto del destino<br />
sottratto una notte qualunque</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia racconto per questa nostra alba dispersa una sera lontani, vicini d’onde, distanti burrasca</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-racconto-per-questa-nostra-alba-dispersa-una-sera-lontani-vicini-d%e2%80%99onde-distanti-burrasca/</link>
		<comments>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-racconto-per-questa-nostra-alba-dispersa-una-sera-lontani-vicini-d%e2%80%99onde-distanti-burrasca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[che di carta semplice e straccia
ne faccio eccezionale incredibile
che già sai quanto contrasto vi sia poesia
e quanto noi si sia come fuoco e ghiaccio
come sole e luna piena
stanotte la poesia è per te a manciate
di getto
si sveglia sollevata veglia
e scrive senza timore del nulla oltre
l’ultimo verso,
perché corre libera nel mattino
e soffia un volo fin oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che di carta semplice e straccia<br />
ne faccio eccezionale incredibile<br />
che già sai quanto contrasto vi sia poesia<br />
e quanto noi si sia come fuoco e ghiaccio<br />
come sole e luna piena<br />
stanotte la poesia è per te a manciate<br />
di getto<br />
si sveglia sollevata veglia<br />
e scrive senza timore del nulla oltre<br />
l’ultimo verso,<br />
perché corre libera nel mattino<br />
e soffia un volo fin oltre il tuo profumare<br />
riccioli e brividare parole zitte</p>
<p>la poesia per le nostre carezze bollenti<br />
sta tra le sincopi del mio respirare<br />
tra il sapore sale premuto labbra<br />
tra i nostri silenzi<br />
lampanti di sguardi</p>
<p>pensavo noi persi l’un dell’altra<br />
sull’orlo del precipizio del brivido<br />
unici e primi d’ovunque e per sempre<br />
ma giusto è pensiero<br />
e presto sfuma ricordo<br />
come un passo la risacca spuma</p>
<p>rigiravo tra le coperte che paiono un intreccio d’origami<br />
quel vizio del presente<br />
ch’è gettarsi nel passato<br />
e abbandonarsi la malinconia<br />
di saperti d’altri<br />
disciolta amore<br />
e sentirsi goccia di mare<br />
e non sorgente pura a cascata</p>
<p>poi annego questi miei fastidi<br />
e ti ritrovo per me<br />
come fosse la prima volta<br />
come fosse per sempre<br />
che il mio vivere moccioso è così,<br />
ogni giorno ringrazio le ginocchia sbucciate<br />
la mia foga nel correre<br />
nel cascare<br />
nel rialzarmi più forte</p>
<p>il racconto poesia del saperti a terra<br />
ciondola meno l’onde al vento di mare<br />
ma soffia dolce<br />
e s’alza tempra di vele nere</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Milano di tarda estate sta</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/milano-di-tarda-estate-sta/</link>
		<comments>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/milano-di-tarda-estate-sta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 13:14:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gemme]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.poesiaviva.it/ivan/?p=1887</guid>
		<description><![CDATA[Milano
di tarda estate s’è assopita
e sbircia l’archi delle strade
con un ciglio gettato lo sguardo
Milano
ormai settembre rovescia
frotte di gente strappata al sole
e sol qualche tintinno sfuggito le campane
mi spreme vita
e voglia di silenzio
e di stare ad aspettare
si capovolge il viver comune
perché oggi scrivere suona nuovo
e vecchio lo stesso istante
come il fiatone nei dintorni della corsa
le ragazze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano<br />
di tarda estate s’è assopita<br />
e sbircia l’archi delle strade<br />
con un ciglio gettato lo sguardo</p>
<p>Milano<br />
ormai settembre rovescia<br />
frotte di gente strappata al sole<br />
e sol qualche tintinno sfuggito le campane<br />
mi spreme vita<br />
e voglia di silenzio<br />
e di stare ad aspettare</p>
<p>si capovolge il viver comune<br />
perché oggi scrivere suona nuovo<br />
e vecchio lo stesso istante<br />
come il fiatone nei dintorni della corsa</p>
<p>le ragazze a Milano<br />
sbandano tra i marciapiedi sdraiate<br />
la scommessa d’esser donne fresche<br />
e vestiti troppo larghi<br />
più che nella taglia<br />
nel cattivo gusto</p>
<p>un uomo in camicia e rossetto<br />
divampa i distratti dalla noia<br />
e gli regala un motivo per sorridere<br />
o almeno per ricordarsi com’è<br />
ridere<br />
e non esser felici</p>
<p>scavo Milano d’ogni parte<br />
ma di buche che luccicano<br />
ve ne son poche<br />
o forse ormai poco mi lascio<br />
abbagliare</p>
<p>se dalla carta di questo ritaglio<br />
nascerà un seme oltre<br />
non è che un morso<br />
di sangue strappato l’indifferenza</p>
<p>ora scappo<br />
la borghese sui falchi<br />
strascica le radio<br />
che chissà di che discutono<br />
i loro manganelli<br />
ch’ormai oggi<br />
a Milano<br />
c’è rimasto ben poco da stordire</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/milano-di-tarda-estate-sta/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
	</channel>
</rss>

