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	<title>ivan, poesia di strada e assalto poetico &#187; Poesia Nera</title>
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	<description>ivan, poesia di strada e assalto poetico</description>
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		<title>Zero (assenza assoluta)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[nulla da scrivere
quindi barcollo sul cosa scrivere
ma già questo è qualcosa
ma già questa è una scusa,
lo scrivere ch’arranca saziando
la sua stessa noia
nulla da scrivere
perché il nulla è niente buio,
l’ombra del poeta che brucia
la sua stessa sorda poesia
nel nulla svuotato senza rintocchi,
bislacche cupe campane polverose
che giust’appunto suonan silenti.
niente da gettare
incidere
grattare,
una spina senza fianco
una veglia senza sonno.
ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nulla da scrivere<br />
quindi barcollo sul cosa scrivere<br />
ma già questo è qualcosa<br />
ma già questa è una scusa,<br />
lo scrivere ch’arranca saziando<br />
la sua stessa noia<br />
nulla da scrivere<br />
perché il nulla è niente buio,<br />
l’ombra del poeta che brucia<br />
la sua stessa sorda poesia<br />
nel nulla svuotato senza rintocchi,<br />
bislacche cupe campane polverose<br />
che giust’appunto suonan silenti.<br />
niente da gettare<br />
incidere<br />
grattare,<br />
una spina senza fianco<br />
una veglia senza sonno.<br />
ora passo<br />
cambio mano<br />
smetto di smascherare questa pagliacciata,<br />
già so quando non s’ha<br />
nulla da scrivere<br />
come restar senz’equilibrio,<br />
il pensiero che sbanda ubriaco,<br />
inciampo e poi m’accado.<br />
nulla da scrivere<br />
perché m’è rimasto il buio<br />
freddo e le dita arricciate<br />
dal troppo attendere<br />
nulla e niente<br />
la fine e basta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poesia Nera</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[s’incunea estremo silenzio.
il fragore del mondo
è un nero mantello,
ceneri posate impastate
lasciano patine soffici su venti
e poi mille genti ancora.
ogni sospiro fonde il mi spirito
con questa fanghiglia cenerea,
urlo e scalcio se sol polvere alzo
col capo chino mi getto al sole
ma cenere e sol quella piove.
ogni dove è notte
s’irradia la più fitta oscurità
angoscia il più remoto lume.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>s’incunea estremo silenzio.<br />
il fragore del mondo<br />
è un nero mantello,<br />
ceneri posate impastate<br />
lasciano patine soffici su venti<br />
e poi mille genti ancora.<br />
ogni sospiro fonde il mi spirito<br />
con questa fanghiglia cenerea,<br />
urlo e scalcio se sol polvere alzo<br />
col capo chino mi getto al sole<br />
ma cenere e sol quella piove.<br />
ogni dove è notte<br />
s’irradia la più fitta oscurità<br />
angoscia il più remoto lume.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno di morte oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[è un giorno di morte oggi
senza voglia di parlare con nessuno
meno che con voi mi faccio piccolo
corro finché non brucia il respiro
e gratta la schiena. Hanno messo le sbarre al letto
ci hanno sbattuto sopra un sacco
ossa a prendere forma
le mani gonfie e grinze
le guance che colano profonde
il cranio che sporge
le labbra rivoltate secche
sottili sibili sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è un giorno di morte oggi<br />
senza voglia di parlare con nessuno<br />
meno che con voi mi faccio piccolo<br />
corro finché non brucia il respiro<br />
e gratta la schiena. Hanno messo le sbarre al letto<br />
ci hanno sbattuto sopra un sacco<br />
ossa a prendere forma<br />
le mani gonfie e grinze<br />
le guance che colano profonde<br />
il cranio che sporge<br />
le labbra rivoltate secche<br />
sottili sibili sono i fruscii che s’attaccano<br />
alla carne come le mosche<br />
lei si piega e si ritira dalla nebbia<br />
c’oltre il prato appanna lo sguardo<br />
raggrinza le rughe<br />
nelle tempie scavate<br />
tra la barba incarnita<br />
la saliva ferma oltre il mento<br />
le voglie tacciono tramortite<br />
l’orrore m’inchioda al terrore dei ragni<br />
giallo sporco che convulsano<br />
asciutti su stecchi sottili. Un giorno<br />
di morte e di versi per versi<br />
con la pelle che si sgretola a scaglie<br />
nervi tesi immortalano gorghi mostruosi<br />
di forme grattate e ombre spezzate</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scogli</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/scogli-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[calco giorni di noia disperata
secco e muto parlo
sol la voglia di zittirmi
senza niente intorno
senza nessuno che voglia
nel silenzio di questa solitudine
densa come sangue sacrificato.
è proprio perché ho potenza
per stortare il mondo ch’ora
mi sento tanto debole in catene
stretto ai polsi dall’amaro della
polvere del buio che scalcia
una gioia soffocata ora per
sempre nel fermento di
gesti diversi sputati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>calco giorni di noia disperata<br />
secco e muto parlo<br />
sol la voglia di zittirmi<br />
senza niente intorno<br />
senza nessuno che voglia<br />
nel silenzio di questa solitudine<br />
densa come sangue sacrificato.<br />
è proprio perché ho potenza<br />
per stortare il mondo ch’ora<br />
mi sento tanto debole in catene<br />
stretto ai polsi dall’amaro della<br />
polvere del buio che scalcia<br />
una gioia soffocata ora per<br />
sempre nel fermento di<br />
gesti diversi sputati da questa<br />
droga senz’animo a cui do un re<br />
dal respiro impastato.<br />
bel gioco d’attori e di fili di<br />
sorrisi questa dispensa<br />
vuota di trucchi del mestiere<br />
burattini per la commedia del<br />
vivere l’esistenza resistente.<br />
mi pianto un chiodo nel cuore<br />
egli mi strappa il respiro in gola<br />
io sommerso d’un onda<br />
catrame di pagine zitte e taglienti.<br />
spaccati spirito in schegge<br />
di pietra nera fredda<br />
sole frantumato muto<br />
sugli scogli.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’interregno dello spirito</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/l%e2%80%99interregno-dello-spirito-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[c’è mare mosso sotto i piedi
con onde spezzate
gorghi cangianti
onde di flussi sfaldate
in vapore profumo d’India.
il fumo brucia lo sguardo
è sangue acido che pulsa passione
batte in testa al cuore
stringe le vene
pronto come sono a urlare al mondo
basta fracasso d’ascoltare
solo un folle parla da sé.
sto aspettando davanti ad un muro
che qualcuno mi dia un buco dove passare
senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c’è mare mosso sotto i piedi<br />
con onde spezzate<br />
gorghi cangianti<br />
onde di flussi sfaldate<br />
in vapore profumo d’India.<br />
il fumo brucia lo sguardo<br />
è sangue acido che pulsa passione<br />
batte in testa al cuore<br />
stringe le vene<br />
pronto come sono a urlare al mondo<br />
basta fracasso d’ascoltare<br />
solo un folle parla da sé.<br />
sto aspettando davanti ad un muro<br />
che qualcuno mi dia un buco dove passare<br />
senza neanche dovermi sporcare le mani<br />
mentre i mattoni van staccati coi denti<br />
per aver fiato forte e l’oltre respiro.<br />
c’è afa che la si taglia a fette<br />
di puzzo di giostre unte<br />
baracconi di zingari aspri<br />
son girandole in gabbia<br />
al guinzaglio di bestie<br />
al nostro fianco sedute.<br />
C’è molto da dire ma lo spettro<br />
dei discorsi non è mai più largo<br />
d’un lenzuolo da sonno<br />
sogno<br />
l’incubo d’aver bruciato la corte<br />
e sgozzato il giullare<br />
per trovarmi ora a mendicare<br />
dietro queste quattro mura.<br />
l’interegno dello spirito<br />
non sta nel segno che manca<br />
ma in quello che c’è e che<br />
s’affaccia barcollando<br />
ora oltre<br />
ora per sempre.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Niente ancora ch’avanza</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/niente-ancora-ch%e2%80%99avanza/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[niente ancora ch’avanza
come fosse rimasto il nocciolo
da spremere d’un frutto solo
ancor gemma. strascico
fili secchi strozzati d’un nodo
fine, voce zitta d’una marionetta
impiccata giravolta
alle corde di quella
che crede l’anima.
rotolano sassi parole
franano nella polvere
ch’alzano piccante prurito
pepe in uno sguardo già
rosso per il sale di mare.
scricchiola questa notte
d’ombre in cerca di luce
come striscia la serpe
d’una meraviglia marcia
strappata all’albero delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>niente ancora ch’avanza<br />
come fosse rimasto il nocciolo<br />
da spremere d’un frutto solo<br />
ancor gemma. strascico<br />
fili secchi strozzati d’un nodo<br />
fine, voce zitta d’una marionetta<br />
impiccata giravolta<br />
alle corde di quella<br />
che crede l’anima.<br />
rotolano sassi parole<br />
franano nella polvere<br />
ch’alzano piccante prurito<br />
pepe in uno sguardo già<br />
rosso per il sale di mare.</p>
<p>scricchiola questa notte<br />
d’ombre in cerca di luce<br />
come striscia la serpe<br />
d’una meraviglia marcia<br />
strappata all’albero delle mele<br />
poi gettata nuda nella pittura<br />
soffocante di versi cuciti.<br />
dita increspate di morsi<br />
si sfregano le carni vive<br />
d’una mano ferma<br />
di tumulti nervosi<br />
senza nulla fiorito che<br />
spacci profumo. idea<br />
d’un lampo sbieco<br />
per il tedio schiaccio il<br />
silenzio d’un urlo ladro<br />
di niente ancora ch’avanza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Spongiforme creatura mostruosa</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/spongiforme-creatura-mostruosa/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[Spongiforme creatura mostruosa
te lode laida e schifosa
orrore obbligato all’oblio
olezzo marcito e stantio
budella smerdate di chiodi
Lebbrosa gobba sudicia
morte atroce e lurida
impestata di piattole unte
croste grattate munte
faide con rostri di nodi
Piscio riverso in bocca
scoreggia sbrodolata sbotta
agonia nera putrefatta
aborto di megera matta
poltiglia viva d’ossa e carne
Vomito acido soffocato
spezzato il pugnale nel latrato
cancro velenoso ingordo
annegato in un viscido gorgo
laceri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spongiforme creatura mostruosa<br />
te lode laida e schifosa<br />
orrore obbligato all’oblio<br />
olezzo marcito e stantio<br />
budella smerdate di chiodi<br />
Lebbrosa gobba sudicia<br />
morte atroce e lurida<br />
impestata di piattole unte<br />
croste grattate munte<br />
faide con rostri di nodi<br />
Piscio riverso in bocca<br />
scoreggia sbrodolata sbotta<br />
agonia nera putrefatta<br />
aborto di megera matta<br />
poltiglia viva d’ossa e carne<br />
Vomito acido soffocato<br />
spezzato il pugnale nel latrato<br />
cancro velenoso ingordo<br />
annegato in un viscido gorgo<br />
laceri brandelli di tarme</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La paura della paura</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/la-paura-della-paura/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[frotte di spilli velenosi
nel premersi lo spirito
sparso nel nulla
come un respiro contro vento
già fantasma al gelo
fontane di buio
pensieri vorticosi
girandole isteriche
che rincorrono la paura
come il morso d’un cane bastardo
la sua coda
non si riesce a dire
sapersi terrore
si spiega con la vergogna del vizio
con la parole sbucciate,
pentirsi della propria stupidità
senz’il gusto d’aver commesso il peccato
la paura pura della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>frotte di spilli velenosi<br />
nel premersi lo spirito<br />
sparso nel nulla<br />
come un respiro contro vento<br />
già fantasma al gelo</p>
<p>fontane di buio<br />
pensieri vorticosi<br />
girandole isteriche<br />
che rincorrono la paura<br />
come il morso d’un cane bastardo<br />
la sua coda</p>
<p>non si riesce a dire<br />
sapersi terrore<br />
si spiega con la vergogna del vizio<br />
con la parole sbucciate,<br />
pentirsi della propria stupidità<br />
senz’il gusto d’aver commesso il peccato</p>
<p>la paura pura della paura<br />
è saper d’aver perso tempo<br />
senz’aver messo da parte la vita</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Poesia per la burrasca del viver esploso</title>
		<link>http://www.poesiaviva.it/ivan/archives/raccolte/poesia-per-la-burrasca-del-viver-esploso/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 14:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia Nera]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>

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		<description><![CDATA[il passo cammino premuto
è solco di malavita
spremuto spremersi
e sbandare ubriaco
ivan oggi sta
in tal spenta giornata di luce
col brivido d’aver sgozzato la vita
e di berne il succo denso silenzio
ch’è veleno
ch’è spergiuro blasfemo
e sputi alla fortuna
ivan oggi s’è perso
sfugge lo sguardo dall’abbaglio dell’etere
perché d’incredibile soffre la burrasca
lui ch’è onda e vento che s’alza
ivan s’assorda ivan
se dal chiasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il passo cammino premuto<br />
è solco di malavita<br />
spremuto spremersi<br />
e sbandare ubriaco</p>
<p>ivan oggi sta<br />
in tal spenta giornata di luce<br />
col brivido d’aver sgozzato la vita<br />
e di berne il succo denso silenzio<br />
ch’è veleno<br />
ch’è spergiuro blasfemo<br />
e sputi alla fortuna</p>
<p>ivan oggi s’è perso<br />
sfugge lo sguardo dall’abbaglio dell’etere<br />
perché d’incredibile soffre la burrasca<br />
lui ch’è onda e vento che s’alza</p>
<p>ivan s’assorda ivan<br />
se dal chiasso non trova colore<br />
anzi lo zitto del baccano<br />
ch’un tempo batteva sincope<br />
e brividare terremoto<br />
e terra che mi sfugge da sotto la corsa</p>
<p>ivan è l’apice dell’ennesima potenza<br />
ma non si moltiplica lo spirito in briciole<br />
ch’invece esploda<br />
e fantasmi me dal gocciolare poesia<br />
con le parole<br />
che si seccan dal gelo<br />
e si spaccano ghiaccio e neve gelata</p>
<p>ivan oggi schiude il suo nocciolo<br />
ne ripianta il seme<br />
e spegne la burrasca<br />
per il disgelo del sereno</p>
<p>addio porpora dolce<br />
ingoio la spina più dolce<br />
che possa spezzarmi il respiro<br />
soffocarmi in un lampo scintilla<br />
e brace viva</p>
<p>poesia per il mar di burrasca<br />
ch’ora basta<br />
annegare il turbine<br />
se la mia droga ha ucciso<br />
la mia voglia di farmi</p>
<p>addio<br />
a ieri e a domani<br />
buongiorno</p>
]]></content:encoded>
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